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Treviso
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mwhqTreviso (mwhgmwhwAFI: /treˈvizo/ ) è un mwigcomune italiano di mwiw86 097 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], capoluogo dell'mwkaomonima provincia in mwkqVeneto. È il quinto comune della regione per popolazione.
La città, di origine paleoveneta-pre romana, sorge su tre alture poste nei pressi del Fiume mwkwSile, in un territorio caratterizzato da numerose risorgive. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada mwlaPostumia, e le stesse vie d'acqua, ha reso la città, sin dai tempi più antichi, un vivace centro commerciale.
Detta anche "la città dei portici" e "Urbs picta"
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Economia
• Servizi
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Rugby
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Territorio
La città sorge sulla bassa mwnwpianura veneta, in una zona ricca di risorse idriche: numerose sono le mwoasorgenti risorgive, localmente dette mwoqfontanassi. Entro lo stesso territorio comunale nascono numerosi fiumi di risorgiva dei quali il più importante è il mwogBotteniga. Quest'ultimo, dopo aver ricevuto le acque di mwowPegorile e mwpaPiavesella, oltrepassa le mwpqmura all'altezza del mwpgPonte de Pria e si divide poi nei diversi rami, detti mwpwcagnani (mwqaCagnan Grande, mwqqBuranelli, mwqgRoggia), che tanto caratterizzano il centro storico.
Un altro, più modesto corso d'acqua risorgiva, nasce all'interno della cinta muraria, il Cantarane (0,447mwra km, in gran parte interrato). Il corso d'acqua principale è comunque il mwrqSile che, dopo aver lambito le mwrgmura meridionali, riceve le acque dei mwrwcagnani del Botteniga. Altri fiumi rilevanti, tutti affluenti del Sile, sono lo mwsaStorga, il mwsqLimbraga (da sinistra) e il mwsgDosson (da destra). La città poggia su un terreno composto di materiali fini e limoso-sabbiosi. La distribuzione dei vari livelli stratigrafici è molto irregolare a causa delle frequenti divagazioni e variazioni di corso subite dai fiumi durante l'ultima era geologica.
L'altitudine minima è di 6 mwtam s.l.m. e si riscontra all'estremità sudorientale del territorio comunale, in località Sant'Antonino; di contro, il punto di massima, 31 mwtqm s.l.m., corrisponde all'estremità nordoccidentale, nei pressi di Santa Bona. Il municipio, mwtgCa' Sugana, si trova invece a 15 mwtwm s.l.m. Per quanto riguarda il mwuarischio sismico, Treviso è classificata nella zona 3, ovvero a bassa sismicità.
Clima
Il clima di Treviso è di tipo subcontinentale, presentando caratteristiche analoghe a quanto riscontrato in generale nella pianura Padano-Veneta, pur con le dovute e molteplici variazioni microclimatiche a seconda delle zone. Gli inverni sono moderatamente freddi e le estati calde e afose. La media delle temperature minime nel trimestre invernale è inferiore allo zero, con frequenti gelate, specie nei periodi di stabilità atmosferica con cielo sereno. In tali situazioni le temperature minime possono scendere di diversi gradi al di sotto dello zero.
Non mancano gli episodi nebbiosi, talvolta persistenti per tutto il giorno, segnatamente nelle aree a sud del Centro Storico. La neve a Treviso non è certo un fenomeno raro, dato che di solito si presenta, con o senza accumulo nella maggior parte delle stagioni invernali, anche se la pianura trevigiana è solitamente meno nevosa rispetto ad altre aree della pianura Veneta e spesso la neve muta rapidamente in pioggia. Va inoltre considerato che Treviso si trova nella parte orientale della Pianura veneto-friulana ed è esposta alle masse di aria continentale da est che, se sufficientemente intense, possono portare a giorni di ghiaccio.
Nonostante questo fenomeno sia stato meno frequente negli ultimi anni, nel dicembre 2009 la città ha visto una nevicata molto intensacite-ref-4[4].
Le estati sono calde ed afose, con un evidente fenomeno di "isola di calore" che specie in certi periodi affligge il Centro Storico. Durante le fasi caratterizzate dalla presenza dell'Anticiclone Subtropicale, che negli ultimi 15 anni si presentano praticamente ad ogni stagione estiva, durante le ore notturne il caldo nell'area all'interno delle Mura può essere consistente e determinare valori di temperatura superiori anche di 4-5 gradi rispetto alle zone periferiche. Durante l'estate le fasi calde possono essere bruscamente interrotte da infiltrazioni di aria fresca che spesso causano fenomeni anche violenti, con grandinate e downburst. Le mwwwprecipitazioni medie annue superano i 900mwxa mm e i valori massimi si riscontrano in mwxqautunno ed in primavera.
Origini del nome
La prima menzione di Treviso, seppur indiretta, compare nel III libro della mwyamwyqNaturalis historia di mwygPlinio il Vecchio in cui è citato il «mwywFluvius Silis ex montibus Tarvisanis». Bisognerà aspettare il mwzaDe vita sancti Martini di mwzgVenanzio Fortunato per avere una prima citazione del toponimo «mwzwTarvisus», seguito, poco dopo, dall'mwaaAnonimo Ravennate con «mwaqTrabision».
Numerosi sono poi i riferimenti nellmwaw'mwbamwbqHistoria Langobardorum di mwbgPaolo Diacono: «mwbwTribicium seu Tarbision», «mwcaapud Tarvisium» ecc. L'ipotesi più probabile è che mwcqTarvisium, scomponibile in mwcgTarv-is-ium, sia di origine mwcwceltica: si riconoscono infatti mwdatarvos "toro", animale ampiamente presente nel totemismo celtico, e la formante mwdq-is- tipica dei toponimi gallicicite-ref-dizionario-5-0[5].
Una mwewparetimologia popolare collegherebbe il toponimo alla combinazione di due termini latini mwfaTer- e -mwfqvisi in relazione ai tre colli (in latino, appunto, mwfgvisi), corrispondenti agli attuali Piazza Duomo, Piazza dei Signori e Piazza Sant'Andrea, su cui sarebbe stata edificata la città.
Storia
Le origini e l'epoca romana
Villaggio mwhwpaleoveneto sorto in epoca pre-romana su tre alture poste nei pressi di un'ansa del mwiaSile, in un territorio ricchissimo di risorse idriche, l'antica mwiqTarvisium divenne mwigmunicipio all'indomani della sottomissione della mwiwGallia Cisalpina da parte dei Romanicite-ref-6[6]. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada mwkaPostumia, e le stesse vie d'acqua, ne fecero sin dai tempi più antichi un vivace centro commerciale della mwkqmwkgVenetia et Histriacite-ref-7[7]cite-ref-8[8].
L'età barbarica e l'alto Medioevo
Con l’inizio dell’mwnqalto Medioevo, a partire dal VI secolo, la città di Treviso attraversò una fase di profonda trasformazione. Le vie fluviali, in particolare il mwngSile e i suoi mwnwaffluenti, assunsero un ruolo centrale nella vita economica e strategica del territorio. Il nucleo urbano si consolidò attorno all’isola naturale formata dal mwoaCagnan, dalla Roggia e dal Sile, dove la conformazione idrografica permetteva l’approdo di imbarcazioni e favoriva i traffici locali.
Dopo la mwogcaduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, Treviso fu contesa tra mwowOstrogoti e mwpaBizantini, e secondo la tradizione locale, proprio nei pressi della città nacque mwpqTotila, condottiero ostrogoto che sconfisse i Bizantini. Con l’arrivo dei mwpgLongobardi, Treviso venne elevata a sede di uno dei trentasei mwpwducati del regno, e fu dotata di una mwqazecca che rimase attiva per secoli, coniando monete anche sotto i mwqqCarolingi e successivamente durante il mwqgdominio veneziano.
Nel corso del IX secolo, sotto l’influenza carolingia, il mwravescovo di Treviso assunse anche il titolo di mwrqconte, consolidando il potere ecclesiastico sulla città. La struttura urbana si sviluppò attorno al cardo e al decumano massimo, identificabili oggi con l’asse via mwrgCalmaggiore–via Indipendenza e via Martiri della Libertà, rispettivamente. L’umbilicus agri, centro della centuriazione romana, si trovava nei pressi dell’attuale mwrwPostioma, ai confini fra mwsaPaese e il territorio comunale del capoluogo, a testimonianza della continuità territoriale tra epoca romana e medievale.
L'età comunale
Fu tuttavia con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso, datasi statuti comunali e vinto l'imperatore mwuaFederico Barbarossa accanto alle città delle leghe mwuqVeronese e mwugLombarda, conobbe un notevole sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di monumenti e palazzi, che le valsero il soprannome di mwuwurbs picta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni, quali quella del mwvaCastello d'Amore. Citata da mwvqDante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio e da mwvgFazio degli Uberti nel suo mwvwDittamondo, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) e contendendo alle limitrofe mwwaPadova e mwwqVerona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata mwwgMarca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale mwwwVenetocite-ref-9[9].
Dalla Signoria alla Repubblica Veneta
In modo analogo alle principali città del Nord Italia, anche Treviso assistette alla crisi del governo comunale ed il successivo passaggio alla signoria. Bisogna tener conto, comunque, che sin dagli inizi il potere era di fatto in mano ad una ristretta oligarchia aristocratica, tra cui spiccavano alcune famiglie quali i mwywTempesta.
La prima casata ad impossessarsi di Treviso fu quella degli mwzqEzzelini, che signoreggiarono tra il 1237 ed il 1260 con le figure di mwzgEzzelino III e mwzwAlberico. La città fu quindi preda di nuove lotte intestine tra i mw0aGuelfi filopapali ed i mw0qGhibellini, sostenitori di un riavvicinamento all'mw0gImpero, tanto che solo nel 1283, a seguito della vittoria dei primi, si assistette ad una decisa ripresa economica e culturale che durò fino al 1312cite-ref-10[10].
Della tormentata situazione politica trevigiana di inizio Trecento, dominata dai mw2aCollalto e dai mw2qDa Camino, si interessò anche mw2gDante Alighieri, il quale dedicò a Treviso il celebre verso n. 47 del canto IX del Paradiso: "e dove Sile e Cagnan s'accompagna / tal signoreggia e va con la testa alta, / che già per lui carpir si fa la ragna". Con queste parole Dante allude a mw2wRizzardo II da Camino, subentrato nel 1306 al padre mw3aGherardo da Camino nella carica di capitano generale di Treviso, e ritenuto di atteggiamento borioso dal sommo poeta. Quest'ultimo venne assassinato nel 1312 mentre giocava a scacchi in verandacite-ref-11[11].
Seguì per la Marca un periodo di guerre e saccheggi che iniziarono nel 1329 e continuarono fino al 1388cite-ref-12[12]. La città venne infatti occupata per circa un decennio anche dagli mw5gScaligeri (1329-1339), e nel 1339 si diede spontaneamente alla mw5wSerenissima, andandone a costituire il primo possedimento in mw6aterraferma. Treviso fu tuttavia coinvolta nelle guerre per il primato sulla penisola italiana: la città fu quindi retta per un breve periodo dall'mw6qarciduca d'Austria tra il 1381 ed il 1384 per passare, nel 1384 e fino al 1388, ai mw6gda Carrara. Solo da allora la città tornò definitivamente alla mw6wRepubblica di Venezia, seguendone per i successivi quattro secoli le sorti e i volericite-ref-13[13].
mw8qGiovanni Aliprandi, genero del Duca mw8gBernabò Visconti ed esiliato da mw8wFilippo Maria Visconti, si rifugiò a Treviso. In tal luogo, dopo il 1420, diede origine alla sua discendenza. Il medesimo, per ringraziarsi mw9aFilippo Maria Visconti e per ritornare nel mw9qDucato di Milano, tentò di uccidere, prima con le armi e poi con il veleno, il potente nemico dei mw9gVisconti, il conte mw9wFrancesco Bussone, detto il Carmagnolacite-ref-14[14]. Scoperta la congiura mw-aGiovanni Aliprandi fu decapitato e i suoi complici impiccaticite-ref-15[15].
Il periodo veneziano
Sotto Venezia, Treviso poté godere di un lungo periodo di stabilità e relativo benessere, salvo la parentesi della mwaqgGuerra della Lega di Cambrai, che vide la costruzione delle attuali mwaqkfortificazioni (1509), e l'assedio imperiale e francese, tolto nel 1511cite-ref-16[16]. Il territorio trevigiano fu tra le province venete quello più direttamente controllato dalla mwaq4Serenissima (insieme al Padovano): fu l'unico territorio in cui non vennero mai creati dei vicariati, estromettendo così la consorteria nobiliare cittadina dal controllo diretto del territorio. Al loro posto vennero create una serie di podesterie affidate a rettori veneziani.
Il periodo postunitario e le due guerre
Il 21 ottobre 1866, nelle Province Venete si tenne il mwareplebiscito di annessione al mwariRegno d'Italia: a Treviso prevalsero nettamente i "sì" (i "no" mwarmfurono soltanto due). Nel corso dell'Ottocento in città si installarono famiglie della borghesia imprenditoriale, di origine «foresta» (i Giacomelli, i Caccianiga, i Coletti, i Felissent, gli mwarqAppiani, i Mattei, i Mandruzzato ed altri), che diedero il primo impulso alle industrie locali e al processo di mwaruinurbamento della popolazione contadina.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]
Alla fine del secolo la povertà nelle campagne era dilagante: la mwar8pellagra era all'ordine del giorno e molti ne soffrivano fino ad ammalarsi di mente (la cosiddetta "follia pellagrosa" che causava allucinazioni e deliri); proprio per far fronte a queste difficoltà venne costruito a Treviso il nuovo ospedale psichiatrico provinciale, il mwasaSant'Artemiocite-ref-19[19]. A causa di questa difficile situazione economica molti proletari cercarono fortuna altrove, in particolare in mwasuBrasilecite-ref-20[20]cite-ref-21[21].
Durante la mwatqprima guerra mondiale, Treviso, «città di retrovia», subì diversi bombardamenti aerei da parte degli austriaci. A causa della mwaturitirata di Caporetto, la provincia risultò tagliata in due e migliaia di profughi trevigiani furono evacuati e sparsi in tutta la penisola. A partire dal 1916, come sistema difensivo della città, venne costruito un mwatycampo trincerato. La ricostruzione e gli ambiziosi progetti urbanistici avviati in seguito, durante il mwatcventennio, cambiarono in parte l'aspetto della città.
Nei primi anni dopo la mwatkmarcia su Roma, il potere locale restò in mano a personale prefascista. I movimenti cattolici (leghe bianche e mwatscooperative), in precedenza molto forti, furono sciolti. Nel 1938 mwatwBenito Mussolini visitò la città. I primi anni della mwat0seconda guerra mondiale furono determinanti per lo sviluppo economico Treviso, in particolar modo del mwat4settore terziario. In quanto nodo ferroviario molto importante verso l'est, il 7 aprile 1944 (era il Venerdì Santo), la città fu pesantemente bombardata dall'aviazione statunitense (mwat8bombardamento di Treviso). Il 29 aprile 1945 entrarono in Treviso le prime truppe alleate, accolte dai mwauapartigiani che, dopo l'mwaue8 settembre 1943, operarono in clandestinità anche nel trevigiano.
Età repubblicana
Dopo la mwaukcaduta della Repubblica Sociale Italiana, la Chiesa tornava ad essere l'interlocutrice e la moderatrice della società trevigiana. Durante i primi anni di governo della mwauoDemocrazia Cristiana furono ricostruiti i più importanti edifici storici distrutti dal bombardamento, venne inoltre migliorata la viabilità e costruiti numerosi alloggi per i senzatettocite-ref-22[22].
Negli anni 1980 e negli anni 1990, nella provincia di Treviso, grazie alle sue fabbriche, spesso di piccole dimensioni, scoppiò il boom economico che la portò, in pochissimi anni, da zona economica depressa a una delle realtà economicamente più vivaci dell'Italia. In quegli anni un nuovo soggetto politico appare nella scena veneta, la mwavaLega Nord: nel 1994, dopo anni di amministrazione democristiana, viene eletto sindaco mwaveGiancarlo Gentilini.
Negli anni 2000 nuove problematiche si affacciano nella società trevigiana: la microcriminalità, la sicurezza sociale, il precariato, il traffico, l'inquinamento da mwavmpolveri sottili nel periodo invernale, la speculazione edilizia. Nel 2013, dopo essere stata amministrata dalla Lega Nord per circa vent'anni, la città ha eletto per la prima volta una giunta di centro-sinistra, scegliendo come sindaco l'avvocato mwavqGiovanni Manildo (mwavuPartito Democratico). Alle elezioni comunali del giugno 2018 la città torna ad essere amministrata dalla Lega Nord, eleggendo Mario Conte nuovo sindaco, riconfermato nel 2023.
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 22 agosto 1941cite-ref-23[23] ed è così è descritto nell'articolo 6 dello Statuto Comunale:
«Scudo di rosso, alla croce d'argento, accantonata in capo da due
stelle
del secondo, di otto raggi, circondato da due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali.»
Nell'mwawiaraldica civica italiana, la mwawmcroce è tipica delle città aderenti al mwawqpartito guelfo; il mwawumetallo argento è di gusto francese perché furono i crociati Francesi ad adottare la croce argentata per distinguersi; le stelle sembrano senza significato se non quello di semplice ornamento di gusto araldico medievalecite-ref-24[24].
Il mwawsvessillo è costituito da una bandiera bianca e azzurra con lo stemma comunale al centro. Treviso ha pure un proprio mwawwsigillo di forma ovale nel quale è rappresentata una città turrita e riportate le scritte "mwaw0Tarvisium" e "mwaw4Monti, musoni, ponto, dominorque Naoni". Il mwaw8verso leonino rimanda agli antichi domini della città, che avevano come confini le mwaxaPrealpi Bellunesi, il fiume mwaxeMuson, il mare della mwaxiLaguna Veneta e il fiume mwaxmNoncello.
Onorificenze
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Treviso»
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Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
La città di Treviso è una delle mwaxccittà decorate al valor militare per la guerra di Liberazione: è stata infatti insignita della mwaxgmedaglia d'oro il 13 aprile 1948 per i sacrifici sofferti dalle popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la mwaxkseconda guerra mondiale con la seguente motivazione:
Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera delle sue tradizioni di libertà che già ne fecero centro attivissimo del Risorgimento Nazionale; supremo baluardo della Patria sulle rive del Piave nella guerra 1915 - 1918; sollevò dalle sventure dell'8 settembre 1943 la fiaccola della resistenza; eccitò alla lotta contro il tedesco invasore; organizzò le prime schiere armate della pianura e della montagna; fu per tutto il periodo della dominazione straniera, l'anima di una resistenza indomabile di popolo e di brigate partigiane, spiegando energie combattive e capacità direttive in tutta la regione veneta. Dilaniata nelle carni dei suoi figli caduti davanti ai plotoni d'esecuzione nemici; distrutta nei suoi edifici; bagnata nelle sue piazze dal sangue di vittime innocenti, lasciò alla storia d'Italia 248 caduti e 144 feriti partigiani; 10.261 internati e deportati politici; 1600 uccisi e 350 feriti per bombardamenti e il ricordo delle epiche gesta della sua insurrezione, allorché il popolo, accorso tra le rovine di 3783 case distrutte, combatté al fianco dei partigiani, unito a loro in un unico slancio di fede e di libertà. Treviso, settembre 1943 - aprile 1945»
—
Decreto del Presidente della Repubblica 13 aprile 1948
.
Titolo di Città
«In quanto facente parte delle 9 Città Regie della Venezia, costituite con Patente I.R. nel 1815 nel
Regno Lombardo-Veneto
»
—
Vienna, 7 aprile 1815 - l'
Imperatore d'Austria
Francesco I
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La città di Treviso, legata a una lunga tradizione religiosa e monastica che l'ha interessata per lunghi secoli, conserva molte architetture religiose: dentro le mura sorgono le chiese più antiche e i monasteri superstiti; nei quartieri più moderni, sviluppatisi nel Novecento, sorgono le relative chiese parrocchiali, esempi di architettura religiosa moderna e contemporanea.
• mwaysCattedrale di San Pietro (Duomo), principale mwaywluogo di culto di Treviso, sede della mway0diocesi omonima, è consacrato a mway4san Pietro Apostolo. Le sue origini risalgono all'mway8età paleocristiana (VI secolo), mentre l'edificio attuale fu costruito verso il 1770 in stile mwazaneoclassico da mwazeAndrea Memmo e mwaziGiannantonio Selva, seguendo il progetto dell'architetto castellano mwazmGiordano Riccati. Al suo interno, nella cripta, sono custodite le reliquie di mwazqSan Liberale, patrono della città. In mwazupiazza del Duomo si trovano anche la mwazychiesa di San Giovanni Battista (mwazcbattistero della Cattedrale) e l'mwazgEpiscopio, residenza del Vescovo e sede della Curia Vescovile.
• mwaasChiesa di San Francesco, un gruppo di frati francescani, inviati da mwaawFrancesco stesso, giunse a Treviso nel 1216 e prese sede nella zona oltre il Cagnan Grande, presso un oratorio dedicato alla Madonna. La comunità divenne presto numerosa tanto che nel 1231 cominciarono i lavori di costruzione di una nuova chiesa e del convento, ultimati nel 1270. Nel 1806, a seguito della soppressione napoleonica, gli edifici furono adibiti a scopi militari, finché nel 1928 non vennero restaurati e riaperti al culto. L'architettura è di transizione tra il mwaa0romanico e il primo mwaa4gotico. L'interno ha un'unica navata e cinque cappelle laterali. All'interno si possono vedere le tombe di un figlio di mwaa8Dante Alighieri e della figlia di mwabaFrancesco Petrarca.
• mwabiTempio di San Nicolò, costruito all'inizio del XIV secolo dai mwabmDomenicani grazie ai 70.000 fiorini lasciati dal papa trevigiano mwabqBenedetto XI, è la chiesa più grande della città, superando anche il Duomo. Nel complesso conventuale annesso, oggi sede del Seminario vescovile, è conservato un importante ciclo di affreschi di mwabuTomaso da Modena. Degne di nota sono le raffigurazioni di Ugo di Saint-Cher e Nicolò di Rouen, ritenute le prime opere pittoriche a riportare rispettivamente degli mwabyocchiali e una mwabclente d'ingrandimento.
• mwab8Chiesa di San Martino Urbano, dell'antica cappella (la prima citazione è del 790) rimane oggi solo il campanile: il sacro edificio fu infatti distrutto durante il mwacabombardamento del 1944. L'attuale chiesa fu realizzata dall'architetto Angelo Tramontin, iniziata nel 1960 e consacrata il 5 dicembre 1970 dal vescovo mwaciAntonio Mistrorigocite-ref-26[26].
• La mwacgBasilica di Santa Fosca in Santa Maria Maggiore, o "Madonna Granda" è un luogo di culto cattolico situato nel centro storico di Treviso, sede parrocchiale. La nascita della chiesa di Santa Maria Maggiore risale, secondo la tradizione, ai primissimi tempi dell'mwackevangelizzazione del territorio trevigiano compiuta da mwacosan Prosdocimo, mwacsprotovescovo di Padova e discepolo dell'mwacwapostolo Pietro.
• La mwac4Chiesa di Sant’Agostino, situata lungo via Ungaresca, a nord-est del centro storico. Rappresenta l’unico esempio mwac8barocco a pianta mwadaellittica della città ed è considerata un raro gioiello architettonico. La prima attestazione di una chiesa dedicata a mwadeSant’Agostino risale al 1148, quando l’edificio, probabilmente di origine mwadilongobarda, sorgeva lungo un importante asse viario che collegava Treviso alle regioni alpine. Nel 1597 la chiesa medievale fu affidata ai mwadmpadri somaschi, che vi fondarono un collegio destinato all'educazione dei giovani e degli mwadqorfani. La comunità somasca crebbe rapidamente e nel 1752 si decise di sostituire la vecchia struttura con una nuova chiesa, progettata dal padre mwaduFrancesco Vecellio. I lavori durarono pochi anni e il nuovo edificio fu consacrato il mwady25 dicembre 1758.cite-ref-27[27]cite-ref-28[28]
• mwaeqTempietto del Beato Enrico, risalente al 1830 e restaurato nel 2015cite-ref-29[29]. Fu costruito per ricordare la figura del mwaekBeato Enrico da Treviso, laico vissuto tra il XIII e il XIV secolo, noto per la sua vita di penitenza e carità. Il tempietto si presenta come una mwaeocappella di modeste dimensioni, con struttura semplice e lineare. La sua architettura riflette lo stile sobrio dell’Ottocento, con elementi mwaesneoclassici. All'interno custodisce un altare dedicato al Beato, venerato dalla comunità trevigiana. Nel corso del tempo l'edificio subì varie trasformazioni e periodi di incuria.
Altre chiese
• mwae8Chiesa di San Giovanni Battista (Battistero della Cattedrale);
• mwafychiesa di Santa Maria Maddalena;
• mwafgchiesa di San Leonardo;
• mwafoChiesa di Santa Lucia (Treviso);
• mwafwChiesa di Sant'Andrea in Riva;
• mwaf4chiesa di Sant'Agnese;
• mwagaChiesa di Santo Stefano;
• mwagiChiesa di San Vito;
• mwagqChiesa di San Gregorio (Treviso);
• mwagyChiesa di Sant'Angelo, nel quartiere di Sant'Angelo;
• mwaggChiesa della Visitazione in Canizzano nel sobborgo a ovest di Treviso;
• mwagoChiesa di Sant'Ambrogio, nel quartiere di Sant'Ambrogio in Fiera;
• Monastero della Visitazione: è uno dei monasteri dell’mwagwOrdine claustrale della Visitazione che sorge a Treviso fin dal 1913, nella zona detta alle Corti.cite-ref-30[30].
• Chiesa di Sant'Anna Madre, in mwahiSanta Maria del Rovere;
• Chiesa di San Giuseppe, in San Giuseppe.
• Chiesa di Santa Bona, in Santa Bona.
Chiese sconsacrate
• ex mwahgchiesa e convento di Santa Caterina, ora sede dei Musei Civici;
• ex mwahochiesa di Santa Croce, di proprietà di mwahsFondazione Cassamarca e sede di conferenze ed eventi musicali;
• ex mwah0chiesa di Santa Margherita ed ex mwah4Chiesa di San Gaetano, ora sedi del mwah8Museo nazionale Collezione Salce;
• ex mwaiechiesa di San Teonisto, che ospita esposizioni ed eventi della mwaiiFondazione Benetton Studi Ricerche;
• ex Chiesa di Santa Maria Nova, ora sede degli spazi espositivi di Cà Scarpa insieme all'ex complesso monastico di Ognissanti.
Le Canoniche
Il complesso delle Canoniche della Cattedrale sorge a sud-est del mwaisDuomo di Treviso. Le Canoniche Vecchie ospitano attualmente il mwaiwMuseo Diocesano di Arte Sacra, nelle Canoniche Nuove trova posto la mwai0Biblioteca capitolare di Treviso.
Il complesso degli edifici di cui fanno parte le Canoniche Vecchie e Nuove è tra i più antichi della città e si trova in un'area in cui, si tramanda, sorgeva il teatro della mwai8Tarvisium romana. Numerosi sono i reperti rinvenuti: la testimonianza più importante è certo la mwajapavimentazione musiva del IV secolo visibile in via Canoniche.
Architetture civili
• mwajsPiazza dei Signori, la piazza costituisce il cuore della città e suo centro culturale, storico e sociale. A est della piazza si trova il mwajwPalazzo dei Trecento o della Ragione, costruzione nel XII secolo, già sede del mwaj0Maggior Consiglio. Una mwaj4cicatrice sulle pareti esterne del palazzo ricorda gli importanti danni subiti nel 1944, durante il mwaj8bombardamento di Treviso. A nord sorgono invece il Palazzo del Podestà (fine XV secolo, facciata rimaneggiata a più riprese fino al XIX secolo) e la caratteristica mwakatorre civica, che con 48 metri di altezza è la più alta tra le mwaketorri della città. Poco distante dal palazzo, all'inizio di mwakivia Calmaggiore, era collocata un tempo la mwakmFontana delle tette, poi rimossa ed attualmente conservata sotto la loggia del Palazzo dei Trecento. Ad ovest della piazza e parallelo al mwakqPalazzo dei Trecento,si trova il Palazzo Pretorio o "dei Rettori Veneti".
• mwakyMonte di Pietà e Cappella dei Rettori, l'antica sede del mwakcMonte di Pietà si trova nell'omonima piazza, dietro al Palazzo del Podestà. Già sede del mwakgtrecentesco mwakkMonte dei Pegni, il palazzo fu ricostruito nel 1462, anno in cui i mwakoFrancescani proposero l'istituzione del mwaksMonte di Pietà, che venne ufficialmente fondata nel 1496 grazie all'interessamento del vescovo mwakwNicolò Franco. All'inizio del XVI secolo l'edificio fu ingrandito, andando ad inglobare l'odierna chiesa di Santa Lucia e, successivamente (1561), la chiesa di San Vito. Gli ultimi interventi si ebbero nel Settecento, sicché attualmente il palazzo e le due chiese si presentano come un unico complesso con tanto di porticato in comune. A partire dall'inizio del XIX secolo, l'istituzione incominciò ad essere malvista dalle autorità francesi prima e austriache poi. Per le pesanti imposte, il Monte di Pietà abbandonò il progetto di ulteriori ampliamenti e, anzi, ridusse notevolmente la sua attività, tant'è che, nel 1822, veniva convertito in mwak0cassa di risparmio (la futura mwak4Cassamarca). All'interno si trova la cappella dei Rettori, pregevole ambiente che conserva affreschi del mwak8Fiumicelli, tele del mwalaPozzoserrato e mwalecuoi di mwaliCordova. Il tema delle decorazioni alludono al soccorso e all'indulgenza. Dal dicembre 2004 il Monte di Pietà è stato acquistato dalla mwalmFondazione Cassamarca. Attualmente ospita uffici di mwalqUniCredit e alcuni esercizi pubblicicite-ref-31[31]cite-ref-32[32].
• mwamqLoggia dei Cavalieri, simbolo del potere politico assunto da nobili e cavalieri nel periodo del mwamuLibero Comune, la Loggia dei Cavalieri è un esempio di romanico trevigiano con influssi dell'eleganza bizantina. Fu costruita sotto la podesteria di Giacomo da Perugia (1276) come luogo di convegni, conversazioni, giochi.
• Le mwamcTorri di Treviso risalgono, nel loro impianto generale, al mwamgmedioevo.
• mwamoMonumento ai caduti di tutte le guerre, denominato "Gloria" costituisce un simbolo importante della storia di Treviso. Sorge in Piazza della Vittoria nel centro storico di Treviso, è stato inaugurato nel 1931 alla presenza del mwamsRe ed è stato voluto per rendere onore al sacrificio della città nell'ultima fase della mwamwGrande Guerra.
• mwam4Piazza Rinaldi, deve il proprio nome ai tre palazzi che vi si affacciano, nei secoli residenze delle famiglie Rinaldi e di Favaro. Il più antico risale al duecento, quando la famiglia, sfuggita al mwam8Barbarossa, era appena giunta a Treviso. Il secondo palazzo, decorato con curiosi archi ogivali inflessi in una loggia al primo piano, è di epoca quattrocentesca. Il terzo e ultimo palazzo fu costruito nel XVIII secolo. Nella piazza vi era una "mwanastazione di posta". All'inizio del Novecento divenne luogo di mercato e di incontro. A partire dall'anno 2016 Piazza Rinaldi, oggetto di un restyling con la piantumazione di tre alberi di quercia, è divenuta pedonale.
• Rivera Santa Margherita, è un'importante area pedonale, caratterizzata da edifici storici, come mwaniPalazzo Giacomelli - Dolfin, e spazi verdi. La riviera prende il nome dalla mwanmChiesa di Santa Margherita, oggi ancora esistenze nella zona. Durante il XX secolo, ha subito diversi interventi di riqualificazione.
• mwan4Palazzo Giacomelli, già noto come Palazzo Dolfin e successivamente Palazzo Calzavara, è un edificio storico di Treviso eretto alla fine del XVII secolo e completato nei primi anni del XVIII secolo. Sorge nei pressi del mwan8fiume Sile, vicino all'antico sito del Portello, un punto strategico dove un tempo attraccavano le imbarcazioni in transito, per lo più provieniti da mwaoaVenezia. Il palazzo fu progettato dall'architetto mwaoeAndrea Pagnossin, autore anche della facciata di mwaoiPalazzo Onigo e della mwaomChiesa dei Santi Quaranta. La sua austera facciata si distingue per la presenza di quattro pilastri che sorreggono un mwaoqtimpano, accentuando la maestosità dell'edificio. Al piano superiore, una grande finestra centrale ad mwaouarco a tutto sesto contribuisce allo slancio visivo della struttura. Gli interni sono arricchiti da un'ampia gradinata e dalla Sala delle Feste, progettata per ricevimenti e eventi mondani. Il soffitto della sala, suddiviso in tre comparti e decorato con una cornice di foglie di quercia, è affrescato con scene di banchetti e danze attribuite al pittore Luigi Dorigny, secondo lo storico mwaoyLorenzo Crico.cite-ref-33[33]
• mwaowPonte de Pria ("ponte di pietra") è un ponte addossato alle mura, nel luogo in cui il mwao0Botteniga entra in città e si divide nei diversi mwao4cagnani. Qui vi sono delle chiuse, ideate da mwao8fra' Giocondo per inondare i dintorni di Treviso a scopo difensivo.
• Quartiere Latino, presso la confluenza tra mwapeSile e mwapiCagnan Grande, realizzato dall'architetto mwapmPaolo Portoghesi restaurando l'ex mwapqospedale di Santa Maria dei Battuti (altrimenti detto di San Leonardo), ospita assieme all'ex Distretto Militare il polo universitario cittadino.
• Ponte Dante, che un tempo era detto "dell'impossibile" per le difficoltà affrontate durante la sua costruzione. Successivamente, prese il nome di Ponte Dante, dopo che mwapyDante Alighieri nominò Treviso nel IX canto del mwapcParadiso, con il verso "Là dove il Sile e Cagnan s'accompagna". Sul ponte si trova una stele costruita per l'occasione dei seicento anni della nascita di Dante Alighieri da mwapgLuigi Borro, uno scultore bellunese.cite-ref-0-34-0[34]
• Pescheria, è una piazza circondata da acqua, progettata nel 1856 da mwap4Francesco Bomben e successivamente restaurata nel 2002 da Toni Follina. Di mattina, è il sito del mercato del pesce.cite-ref-0-34-1[34]
• mwaqoVillaggio Eden, la costruzione di questo villaggio operaio è stata voluta, all'inizio del Novecento, dall'industriale mwaqsGraziano Appiani con l'intenzione di realizzare un progetto urbanistico e sociale a favore dei moltissimi lavoratori che si trasferivano in città dalle campagne e dai paesi vicini per lavorare nella sua azienda, la mwaqwFabbrica laterizi e fornaci Sistema Privilegiato della Ditta Appiani & C. L'ambizioso progetto, finalizzato a dare concreta applicazione alle idee dell'economista e sociologo mwaq0Giuseppe Toniolo, si concretizzò in diverse decine di unità abitative per i dipendenti dell'Appiani, nell'mwaq4Eden Teatro, in un caffè ristoratore, una stand per il tiro al piccione e uno spaccio-distilleria. Recentemente in quella zona è sorta l'Area Appiani dell'architetto ticinese mwaq8Mario Botta ispirata ai borghi medievali italiani.
Palazzi di Treviso
• mwasiCa' dei Carraresi;
• mwasqCa' da Noal;
• mwasyCa' da Robegan;
• mwasgCa' Sugana, Palazzo Municipale;
• mwasoCa' Spineda;
• mwaswCa' dei Ricchi;
• mwas4Palazzo Rinaldi;
• Palazzo Hesperia;
• mwatiPalazzo Coletti;
• mwatqPalazzo Caotorta;
• mwatyEpiscopio, o Palazzo Episcopale;
• mwatgPalazzo dei Trecento;
• Palazzo del Podestà, sede della mwatsPrefettura;
• Palazzo Pretorio, o "dei Rettori Veneti";
• mwat8Palazzo Dolfin - Giacomelli;
• mwauePalazzo Scotti;
• mwaumPalazzo Littorio;
• mwaucPalazzo Bomben;
• Palazzo Ancillotto;
• mwausPalazzo del Tribunale;
• mwau0Palazzo Bortolan, o dell'Umanesimo Latino;
• mwau8Palazzo Onigo;
• Palazzo Da Borso;
• Palazzo Della Luce;
• Casa Zanchetta;
• mwavcVilla Bornello, su villabornello.com.
Architetture militari
Il centro storico è ancora parzialmente racchiuso dalla mwavocinta muraria costruita nel 1509 in vista della guerra della mwavsRepubblica di Venezia contro la mwavwlega di Cambrai. Oltre alla costruzione di imponenti mura bastionate e la deviazione di parte del fiume mwav0Botteniga, il progetto del frate mwav4Giovanni Giocondo, cui il mwav8Consiglio dei Dieci aveva affidato le opere di fortificazione, comportò anche l'abbattimento di diversi edifici, tra i quali parte dell'antico santuario di mwawaSanta Maria Maggiorecite-ref-35[35]. Alle tre porte monumentali di seguito citate si aggiunsero, nella seconda metà del XX secolo, numerosi varchi.
• mwawwPorta San Tommaso, la più maestosa delle tre porte, fu eretta nel 1518 dal podestà Paolo Nani (doveva infatti chiamarsi "porta Nana" ed è sovrastata da una statua raffigurante mwaw0San Paolo) su progetto, forse, di mwaw4Guglielmo Bergamasco. Il nome rimanda a una vicina chiesa dedicata a mwaw8San Tommaso di Canterbury, oggi distrutta. Interamente rivestita da elementi decorativi in mwaxapietra d'Istria, riprende lo schema degli mwaxearchi trionfali classici.
• mwaxkPorta Santi Quaranta, garantiva l'accesso da Ovest, è intitolata ai mwaxoQuaranta martiri di Sebaste, soldati cristiani che, durante la persecuzione di mwaxsLicinio in mwaxwArmenia, si rifiutarono di onorare degli idoli e furono per questo puniti con l'assideramento e il rogo. In periodo risorgimentale la porta assunse il nome di Porta Cavour (la strada che dalla Porta va verso mwax0piazza dei Signori, si chiama tuttora "Borgo Cavour"), per poi tornare all'originaria denominazione. La costruzione è a pianta quadrata e la facciata, in pietra d'Istria, con tre archi di cui quello centrale più ampio sopra il quale spicca il leone marciano.
• mwayqPorta Altinia, il nome della porta, che si rivolge a levante è legato alla città romana di mwayuAltino, dalla quale si poteva giungere attraverso l'attuale mwayyprovinciale "Jesolana". Fu realizzata nel 1514 accanto a una precedente porta medievale di cui sussistono le mwaycvolte. Il suo aspetto, con mattoni a vista e poche decorazioni in pietra, è decisamente più sobrio rispetto alle altre due porte. La parte superiore è sagomata a mo' di torrione con ampi finestroni sulle facciate interna ed esterna, mentre i fronti laterali presentano ancora i fori delle cannoniere.
Canali
Talvolta chiamata "la piccola Venezia", Treviso è bagnata da diversi canali, tutti originati dalla divisione in rami (detti "cagnani") del mwayoBotteniga. Il fiume entra in città passando sotto il "Ponte de Pria" (Ponte di Pietra) in corrispondenza del quale vi sono delle chiuse, ideate e fatte costruire da mwaysFra' Giocondo. Altri due rami del Botteniga costeggiano le mura cittadine per immettersi poi, come i "cagnani", nel fiume mwaywSile che lambisce il lato sud del centro storico.
Il mway4Cagnan Medio o canale dei Buranelli, è una delle più pittoresche diramazioni del Botteniga che caratterizzano il centro storico. Il toponimo si riferisce ad uno dei ponti che attraversa il corso d'acqua, detto appunto ponte dei Buranelli, nei pressi del quale si trova tuttora un edificio cinquecentesco un tempo dimora e magazzino di commercianti provenienti dall'isola lagunare veneziana di mway8Burano.
Altro corso d'acqua è il canale della Roggia, da cui deriva il nome dell'omonima via (Via Roggia), che percorre l'ala ovest del centro storico, passa nelle vicinanze di Piazza Duomo e successivamente di Piazza Borsa, per poi confluire nel Sile all'altezza di Riviera Santa Margherita.
Già nel XIV secolo il poeta fiorentino mwaziFazio degli Uberti, nel suo Dittamondo, cantava "le chiare fontane" di Treviso ed il "piacer d'amor che quivi è fino". L'mwazmAbate Bailo, nella propria guida della città del 1872, loda la purezza delle acque di Treviso, al punto da scrivere: "quest'acque meritano che il forestier le gusti, né si dirà di conoscere Treviso, se non si sono gustate le sue acque"cite-ref-36[36].
Fontane
Le trentatré fontane tutt'oggi presenti all'interno delle mura vennero installate, ad esclusione delle fontane di piazza S. Vito e piazza S. Leonardo e della particolare fontana delle Tette, per motivi di utilizzo domestico. Il rapporto con gli abitanti della via o della piazza era quotidiano e cadenzato dagli eventi legati allo svolgersi della giornata.
Tra le fontane della città vi sono:
• mwa0ifontana delle Tette;
• mwa0qfontana di piazza San Leonardo;
• mwa0yfontana di piazza San Vito;
• fontana dei Tre Visi;
• mwa0sfontana di piazza Pola;
• mwa00fontana di vicolo Pola.
Ville venete
Le numerose ville venete schedate dall'mwa1qIRVV (Istituto Regionale Ville Venete) nel territorio comunale di Treviso coprono un arco temporale che va dal XVII secolo al XIX secolo, periodo in cui l’espansione della mwa1uRepubblica di Venezia nella terraferma favorì la costruzione di dimore signorili e residenze di villeggiatura. Questi edifici, spesso circondati da parchi e giardini, rappresentano un importante patrimonio storico e architettonico, testimonianza della vita sociale ed economica della nobiltà veneziana e trevigiana.
Tra gli esempi più significativi si annovera mwa1sCa' Zenobio Alverà Ceccotto, situata a Santa Bona, che conserva ancora parte delle strutture originarie e un impianto tipico delle ville di rappresentanza. Di grande rilievo è anche la mwa1wVilla Manfrin detta Margherita, a Sant'Artemio, costruita nel XVIII secolo e successivamente ampliata.
Parchi urbani
All'interno della città di Treviso sono presenti numerose aree verdi tra cui:
• il mwa2eParco naturale regionale del Fiume Sile e le "Restere";
• Il mwa2gParco dello Storga e il Parco Sant'Artemio, mwa2karea protetta gestita dalla mwa2oProvincia di Treviso istituita con lo scopo di tutelare il patrimonio naturalistico ed etnografico locale. All'interno del Parco Sant'Artemio si trova l'mwa2sex ospedale psichiatrico Sant'Artemio ora sede dell'mwa2wamministrazione provinciale di Treviso;
• il Parco di Villa Margherita;
• il Parco delle Mura, da Bastione San Paolo a Bastione San Marco e Porta Santi Quaranta. Fino agli inizi del XX secolo il collegamento tra il centro urbano e la periferia era assicurato ancora dalle tre uniche porte: Porta San Tomaso in direzione Nord, Porta Santi Quaranta in direzione Ovest e Porta Altinia in direzione Sud.cite-ref-37[37]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
1. Romania 1 580
2. Bangladesh 1 201
3. Cina 1 093
4. Kosovo 1 055
5. Nigeria 666
6. Albania 594
7. Moldavia 540
8. Ucraina 526
9. Sri Lanka 421
10. Marocco 420
Lingue e dialetti
Accanto alla mwa4glingua italiana, il dialetto in uso a Treviso e dintorni è un mwa4kveneto con un'impostazione molto simile a quello mwa4oveneziano. Le differenze riguardano anzitutto la resa di mwa4sŏ mwa4wlatino in sillaba libera, che è pronunciato /ɔ/ e non /o/ ("fuoco" è mwa40fògo e non mwa44fógo) e nell'evoluzione del suffisso latino -mwa48ĕllus che è -mwa5aèl ("fratello" è mwa5efradèl e non mwa5ifradèło). La tipicità più evidente è però data dall'mwa5mintonazione, in particolare nelle interrogative in cui si ha l'allungamento dell'ultima mwa5qsillaba anche se atona (mwa5uqua? e mwa5ymaja? sono pronunciati /'kwaa/ e /'majaa/)cite-ref-41[41]cite-ref-42[42].
Prima della conquista della Serenissima, che diede inizio alla penetrazione culturale veneziana in terraferma, a Treviso si parlava una forma di mwa6aveneto settentrionale affine ai dialetti attualmente in uso nella Pedemontana e nel Bellunesecite-ref-43[43].
Religione
La prima confessione religiosa a Treviso è quella mwa6wcattolica. La città è mwa60sede vescovile e il territorio comunale è suddiviso in 27 parrocchie comprese nel vicariato urbano. Tra le altre comunità religiose spiccano quella mwa64musulmana e varie confessioni mwa68cristiane non cattoliche. A Canizzano esiste un grande complesso dei Testimoni di Geova che vi si radunano per i loro congressi annuali e le settimanali adunanze.
Qualità della vita
Da luglio 2014 si attua su tutto il territorio comunale la mwa7iraccolta differenziata porta a porta. Tra i comuni capoluogo di provincia italiani, Treviso è la prima città dove si applica la tariffa puntuale (cioè si paga in base alla quantità di rifiuti prodotti)cite-ref-44[44] e la prima per percentuale di rifiuti avviati a recupero (l'85,6% del totale nel 2016)cite-ref-45[45]
Inoltre, negli anni 2016 e 2017, l'Amministrazione comunale ha realizzato un apprezzatocite-ref-46[46]cite-ref-47[47] progetto di graduale pedonalizzazione del centro storico di Trevisocite-ref-48[48], non esente da osservazioni critiche riguardo alla carenza di parcheggicite-ref-49[49]. Sono divenute interamente pedonali e precluse al passaggio delle automobili Piazza Rinaldi e Piazza Santa Maria dei Battuticite-ref-50[50].
La città, specialmente nei mesi invernalicite-ref-51[51], soffre di una scadente mwa9cqualità dell'aria. «Le caratteristiche geomorfologiche, unite a fattori ambientali-meteorologici e alla combustione di biomassa legnosa, portano il Comune ad essere particolarmente soggetto ad aumenti della concentrazione delle polveri sottili»cite-ref-52[52].
Cultura
Istruzione
Scuole
Nel comune sono presenti numerose istituzioni prescolastiche, istituzioni scolastiche di primo e secondo grado, inferiore e superiore. Di una certa rilevanza per la città sono il mwa-gliceo ginnasio statale Antonio Canova, il quale vanta anche un indirizzo linguistico, il liceo scientifico statale Leonardo da Vinci, il mwa-kliceo pluriindirizzo "Duca degli Abruzzi"cite-ref-53[53] oltre al Liceo Artistico e infine il mwa-4Collegio vescovile Pio X. Nella città è presente inoltre l'istituto Canossiano "Madonna del Grappa" dove è presente un liceo scientifico sportivo.
Biblioteche
La mwa-eBiblioteca Comunale ha cinque sedi, delle quali tre si trovano nel centro storicocite-ref-54[54]. Sono presenti inoltre alcune fondazioni private come il centro documentazione della Fondazione Benetton Studi e Ricerche con annessa la biblioteca,cite-ref-55[55] a mwa-oPalazzo Caotorta, la mwa-sBiblioteca Capitolarecite-ref-56[56] e la mwbaaBiblioteca del Seminario.cite-ref-57[57]cite-ref-58[58] Anche il Liceo Canova dispone di un'interessante biblioteca al piano terra della sua sede principale, in Via San Teonisto.
Università
Già nel 1231 la città era alla ricerca di un medico che fosse in grado di tenere un corso a Treviso, è invece del 1269 la nomina del canonico Florio de' Dovari da mwba8Cremona, probabilmente il primo professore di diritto. Nel 1313-1314 si ha notizia che il Comune garantiva la presenza di due docenti di diritto, un ordinario ed uno straordinario, un terzo doveva insegnare diritto canonico ed il quarto medicina.
Benché dunque la città potesse vantare un proprio ateneo in periodo medievale, solo di recente le mwbbeUniversità di Padova e mwbbil'Università "Ca' Foscari" di mwbbmVenezia hanno qui stabilito proprie sedi distaccate, dando nuovamente a Treviso dignità di "città universitaria". Le lezioni si svolgono presso l'mwbbqex Ospedale dei Battuti e l'ex Distretto Militare San Paolo.
Musei
Oltre a diversi musei, la città offre importanti spazi espositivi quali mwbbcPalazzo dei Trecento, sede del Consiglio Comunale, mwbbgCa' dei Carraresi, di proprietà di mwbbkFondazione Cassamarcacite-ref-59[59], e mwbb4palazzo Bomben, sede della mwbb8Fondazione Benetton Studi e Ricerchecite-ref-60[60] e gli spazi espositivi di Cà Scarpa (ex Chiesa di Santa Maria Nova e antico complesso monastico di Ognissanti).
• mwbc4Musei Civici, inaugurati nel 1879 con il nome di Museo Trivigiano, si articolano oggi in tre sedi: il mwbc8Museo Bailo, riaperto nell'autunno 2015 dopo un restauro iniziato nel 2003, intitolato al fondatore e primo conservatore mwbdaLuigi Bailo; il mwbdecomplesso di Santa Caterina; il mwbdicomplesso di Ca' da Noal, Casa Robegan e Casa Karwath, acquisito nel 1935 dal comunecite-ref-61[61]. Le varie sezioni conservano reperti ritrovati nella città stessa o nei dintorni, datati dal II millennio a.C. all'mwbdcAlto Medioevo, opere d'arte dal mwbdgRinascimento al Novecento (mwbdkGiovanni Bellini, mwbdoParis Bordon, mwbdsLorenzo Lotto, mwbdwTiziano, mwbd0Rosalba Carriera, mwbd4Giambattista e mwbd8Giandomenico Tiepolo, mwbeaFrancesco Guardi, mwbeePietro Longhi, mwbeiMedoro Coghetto, mwbemSante Cancian, mwbeqGuglielmo Ciardi, mwbeuArturo Martini, mwbeyFrancesco Podesti, mwbecGino Rossi).
• mwbe4Museo nazionale Collezione Salce, inaugurato nel 2017, raccoglie la collezione di manifesti di mwbe8Nando Salce, donati allo stato alla sua morte nel 1962, e oggi conservati presso il mwbfaComplesso di Santa Margherita, mentre la sede museale è il mwbfeComplesso di San Gaetano, che espone a rotazione i materiali grafici in mostre temporaneecite-ref-62[62].
• Museo Etnografico Provinciale, inaugurato nel 2002 e allestito nel complesso architettonico rurale delle Case Piavone, il cui nucleo originale risale alla fine del Seicento, si trova all'interno del mwbfcParco naturale del fiume mwbfgStorga, alla periferia Nord di Treviso. I vari edifici, restaurati e trasformati in struttura polifunzionale, sono sede inoltre del mwbfkGruppo Folcloristico Trevigiano, dedicato parimenti alla salvaguardia e alla promozione della cultura localecite-ref-63[63].
• mwbf8Museo Diocesano, inaugurato nel 1988, il museo è ospitato nell'edificio comunemente detto le mwbgaCanoniche Vecchie (XII secolo), antica sede dei canonici della mwbgecattedrale di San Pietro apostolocite-ref-64[64]cite-ref-65[65].
• mwbgsMusei del Seminario vescovile, nel soppresso convento mwbgwdomenicano annesso alla mwbg0Chiesa di San Nicolò, sede dal 1840 del mwbg4Seminario vescovile, sono ospitate le collezioni del Museo zoologico intitolato a Giuseppe Scarpa, dottore in scienze naturali che donò nel 1914 la propria mwbg8collezione di animali, e il Museo etnografico degli Indios Venezuelani (mwbhaPiaroa, mwbheMakiritare, Panare, mwbhiWarao e mwbhmMotilon), nato grazie all'apporto del sacerdote Dino Grossacite-ref-66[66]cite-ref-67[67]cite-ref-68[68].
• Museo Simon Benetton, situato al confine con il comune di mwbiiVillorba, è dedicato allo scultore mwbimSimon Benetton, noto per la sua ricerca artistica sul mwbiqferro.
• mwbiyGalleria dell'Artistico, creato nel 1994 su iniziativa del Liceo Artistico Statale di Treviso. Ospita mostre temporanee di mwbicarte contemporanea e una collezione permanente di opere di artisti italiani del secondo Novecento e degli anni Duemila.cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]
Giardini botanici
• Nel 1987 è stato istituito l'mwbjmOrto botanico conservativo Francesco Busnello, destinato alla conservazione di varietà di piante da frutto in via di estinzione.
Media
I quotidiani storici cittadini sono mwbjymwbjcLa Tribuna di Treviso e l'edizione locale de mwbjgmwbjkIl Gazzettino. Anche il mwbjomwbjsCorriere della Sera, da alcuni anni pubblica un'edizione locale: il mwbjwmwbj0Corriere del Veneto, edizione Treviso-mwbj4Belluno. È presente la sede della mwbj8casa editrice Santi Quaranta.
Tra le emittenti mwbkeradiofoniche locali si possono ricordare le stazioni del gruppo di Roberto Zanella con sede in mwbkiCastelfranco Veneto (mwbkmRadio Birikina, Radio BellaeMonella, mwbkqRadio Piterpan, Radio Marilù, Radio Sorriso e Radio Gelosa). È presente anche Erreci radio Conegliano, mwbkuRadio Veneto Uno, Radio Asolo international e mwbkyRvs. In provincia di Treviso ha sede l'mwbkcemittente televisiva mwbkgAntenna Tre Nordest e l'mwbkkemittente televisiva mwbkoRete Veneta (redazione di Treviso).
Cinema e teatri
In città furono operanti, oltre agli storici teatri Santa Margherita, mwblgOnigo e Dolfin, il teatro Sociale (ex Ariston)cite-ref-71[71], il cinema Hesperia di piazza Crispicite-ref-72[72], nel quale presero avvio, nel 1945, le proiezioni del primo mwbmeCine Club italiano, quello di Treviso appunto, il cinema Astra, già teatro Ruberti di via Carlo Albertocite-ref-73[73], l'Edison, l'antico teatro Garibaldi, situato tra vicolo Rialto e vicolo XX Settembrecite-ref-74[74], il cinema teatro Embassy situato nei pressi di Largo Porta Altinia ed il cinema multisala Corso, unico cinema attualmente attivo nel centro della città. Al di fuori delle mura incontriamo il cinema Edera che dedica la sua attività soprattutto alla proiezione di film d'essai.
Teatri in attività:
• mwbm0Teatro comunale Mario Del Monaco;
• mwbm8Teatro Eden;
• Teatro delle Voci, ex La Perla;
• Teatro Sant'Anna, gestito dal mwbniGruppo Alcuni;
• Teatro del Pane;
• Cinema-teatro Embassy;
• Cinema Edera;
• Multisala Corso.
Musica
Anche grazie alla richiesta dei nobili veneziani che trascorrevano il periodo di villeggiatura nei dintorni di Treviso, a partire dalla fine del XVII secolo aprirono in città alcuni teatri d'opera. Rimane a tutt'oggi il Teatro Comunale, dal 2011 intitolato al tenore mwbnkMario Del Monaco. La sala attuale, fatta ricostruire sulle ceneri dell'antico teatro Onigo dalla società dei palchettisti, fu inaugurata nel 1869. Il teatro, rilevato dal Comune nel 1930, è stato sede per molti anni di un rinomato "Autunno musicale". Le opere più rappresentate furono quelle degli autori italiani del XIX e XX secolo, ma anche gli autori russi e francesi ottennero buona accoglienza (a Treviso si ebbe, in particolare, la seconda italiana di mwbnomwbnsBoris Godunov dopo la prima della mwbnwScala).
Tra gli artisti che calcarono le scene del Teatro Comunale si possono ricordare mwbn4Enrico Caruso, che ha cantato a Treviso la sua prima mwbn8mwboaTosca (1900), mwboeToti Dal Monte, mwboiMario Del Monaco, mwbomKatia Ricciarelli, la quale si esibì qui per la prima volta nel mwboqmwbouTrovatore (1970) ed in mwboymwbocOtello (1971).cite-ref-75[75] Concesso in gestione ad un ente strumentale di mwbowFondazione Cassamarca, il Teatro Comunale “Mario Del Monaco” ospita, oltre alla rinnovata stagione sinfonica e lirica, un importante concorso per cantanti d'opera dedicato al soprano Toti Dal Monte (fra i vincitori: Garbis Boyagian, mwbo0Ghena Dimitrova, mwbo4Ferruccio Furlanetto, mwbo8Simone Alaimo).
Il Teatro Del Monaco ospita anche il concerto di Capodanno, ogni 1 gennaio, che rappresenta un appuntamento musicale molto seguito dai trevigiani e che registra sempre il tutto esaurito. In città si svolge inoltre uno dei maggiori festival nazionali dedicati alla musica antica per mwbpeorgano, il "Festival Organistico Internazionale"cite-ref-76[76] e il "Festival chitarristico Internazionale delle due città Treviso - Roma", importante manifestazione che si svolge in contemporanea anche a mwbpyRoma, da cui il nome.cite-ref-77[77]
Da molti anni nella prima settimana di luglio si tiene il "mwbpwFestival musicale Suoni di Marca", con concerti e stand gastronomici nella cornice delle mura cittadine.cite-ref-78[78] L'associazione Treviso Ricerca Arte, che ha avuto sede a Cà Dei Ricchi, dal 2014 al 2019 ha ospitato per alcuni anni una rassegna di musica Jazz dal nome mwbqeTRAcce di Jazz.cite-ref-79[79]. Infine, sempre per gli appassionati di musica jazz, dal 2014 si svolge alla fine del mese di maggio Treviso Suona Jazz Festival, che con l'edizione 2025 è giunto alla undicesima edizionecite-ref-80[80].
La città è sede di numerosi cori polifonici e popolari (tra cui il mwbqwcoro Stella Alpina) e di alcune bande (Banda musicale "Domenico Visentin", nata nel 1963). Nel 2012 Treviso ha ospitato il 7º mwbq0Festival della coralità veneta. Treviso ha dato i natali a mwbq4Giuliano Carmignola uno dei più famosi violinisti in attività, mwbq8Andrea Vettoretti, chitarrista classico di fama internazionale, e Francesco Artusato, chitarrista di fama internazionale noto per essere membro dei gruppi mwbreAll Shall Perish e mwbriDevil You Know.
Cucina
Un tipico antipasto è la mwbsasoppressa, mwbseinsaccato morbido tagliato a fette spesse, di solito accompagnata da mwbsipolenta e radicchio. Tra i primi si possono menzionare i "mwbsmrisi" (con i fegatini o accompagnati da verdure di stagione come asparagi, radicchio, piselli o "mwbsqbisi"...) e le minestre (in particolare il semplice brodo di cappone con i tortellini, la zuppa di fagioli e la mwbsumwbsysopa coada). Secondi tipici sono la selvaggina da piuma ed il pollame: la faraona arrosto con "mwbscpevarada" (una salsa di fegatini e pasta d'acciughe), il bollito di gallina, l'oca (spesso condita con il sedano), l'anatra allo spiedo e il cappone in umido.
Viene usato anche il pesce di acqua dolce e in particolare l'anguilla, "mwbskbisatto" in dialetto, fritta oppure in umido con polenta, i gamberi di acqua dolce, la trota e lo mwbsostoccafisso (a Treviso e nel mwbssTriveneto chiamato comunemente "baccalà"). Anche le verdure, in particolare il mwbswradicchio Rosso di Treviso,cite-ref-81[81] sono spesso protagoniste della tavola trevigiana. Benché la provincia sia ricca di formaggi (mwbteMontasio, mwbtiAsiago, mwbtmTaleggio, mwbtqMorlacco) e la mwbtucasatella trevigiana, un formaggio fresco a mwbtydenominazione di origine protetta preparato con latte di mucca pastorizzato.
Tra la frutta più coltivata in provincia vi sono il mwbtgmarrone di Combai, la ciliegia, specie dei mwbtkcolli Asolani, e l'uva. Il dolce più caratteristico è il mwbtoTiramisù, secondo la tradizione preparato per la prima volta nel ristorante “Alle Beccherie”.cite-ref-82[82]cite-ref-83[83] Altri dolci sono la "mwbumtorta fregolotta" e i dolci stagionali quali le frittelle, i mwbuqcrostoli e le mwbuucastagnole carnevalizi, la pasquale "mwbuyfugassa con le mandorle", le mwbucFavette dei Morti. Il vino bianco più famoso è certamente il mwbugProsecco, al quale si possono affiancare il mwbukTocai, il mwbuoVerduzzo e quelli da uve mwbusPinot bianco, mwbuwgrigio e mwbu0Chardonnay per quanto riguarda i bianchi e da mwbu4Cabernet, mwbu8Merlot, mwbvaPinot nero e mwbveRaboso per quanto riguarda i rossi.cite-ref-84[84]
Eventi
Tra i festival organizzati all'interno della città sono citati: l'mwbvgHome Festival che costituiva il festival musicale più grande d'Italia, i mwbvkSuoni di Marca e il Treviso Comic Book Festival. La città ha ospitato inoltre le mwbvoAdunate nazionali degli alpini del 1967, del 1994, e quella del 2017cite-ref-85[85].
Dal 2014, inoltre, Treviso ospita il festival jazz denominato Treviso Suona Jazz Festival. La manifestazione dura sette giorni e si tiene in genere alla fine del mese di maggio. Il Festival si caratterizza per la collaborazione con alcuni conservatori di musica veneti, e ha portato in città artisti jazz come mwbweEnrico Pieranunzi, Steve Kuhn, Logan Richardson, mwbwqMarco Tamburini, Paolino Dalla Porta, Bebo Ferra, mwbwcMauro Ottolini, mwbwgFrancesco Bearzatti, mwbwkRoberto Gatto, Ed Cherry. All’edizione 2019cite-ref-86[86] hanno partecipato mwbw8Scott Hamilton, Simone Zanchini, mwbxeGabriele Mirabassi e mwbxiFabrizio Bosso. L'edizione 2020, tenutasi in settembre, ha ospitato un concerto con il musicista mwbxmEnrico Rava al teatro Mario del Monacocite-ref-87[87]. Nell'edizione 2022 si è esibito il pianista americano mwbxgUri Cainecite-ref-88[88]. L'edizione 2023 è stata caratterizzata per l'esibizione di mwbx0Gegè Telesforo all'auditorium di Sant'Artemiocite-ref-89[89], nonché di mwbyiEddie Gomez, Joe La Barbera e mwbyqDado Moroni al Teatro Mario Del Monacocite-ref-90[90].
Nell'edizione 2024, decimo anno di festival, si è esibito il pianista americano Fred Hersch insieme al contrabbassista Drew Gress e al batterista mwbywJoey Baron al mwby0Teatro comunale Mario del Monacocite-ref-91[91].
Geografia antropica
Urbanistica
Il centro storico della città, tutt'oggi racchiuso dalle mwbzomura rinascimentali, mantiene in buona parte il tipico impianto urbanistico mwbzsmedioevale, caratterizzato da strade strette e dall'andamento irregolare.
Scavi archeologici hanno permesso di identificare in questa direttrice l'antico mwbz0cardo massimo della mwbz4Tarvisium romanacite-ref-92[92]. Si ritiene che il mwbamdecumano sia, invece, da identificare nell'attuale via Martiri della Libertà; il punto di incrocio, e probabile sede del mwbaqforo, corrisponde dunque all'attuale piazza Carducci, nei pressi della mwbauloggia dei Cavalieri, (mwbayStradario di Treviso).
Frazioni e suddivisioni amministrative
Al comune di Treviso non appartengono ufficialmente delle mwba0frazioni, ma attorno al centro storico gravitano vari quartieri e sobborghi che spesso prendono il nome dalla parrocchia presente. Prima della legge n. 42/2010, che ha soppresso le mwba4circoscrizioni nei comuni con meno di 250.000 abitanti, il territorio comunale era così suddiviso:
• circ. A "Centro storico" - mwbbecentro storico, Santi Quaranta, Oltrecagnan, Fra' Giocondo;
• circ. B "Est" - mwbbmFiera, Selvana, mwbbqSanta Maria del Rovere;
Si contano, in aggiunta, numerose località minori delle quali citiamo il Chiodo (cinta extramuraria a nord), mwbciSant'Artemio, Villapendola (un'isola tra il Sile e il Sil Morto, di fronte a Fiera), la mwbcmGhirada (la cosiddetta "città dello sport", a sud di San Lazzaro) e parte dell'abitato di mwbcqFrescada (mwbcu"Frescada Vecchia").
Variazioni
Economia
All'interno del territorio comunale vi sono medio piccole aziende specializzate, che producono frutta e verdura, cereali e altri prodotti agricoli.cite-ref-94[94]
Nell'area industriale sono diffuse le produzioni mwbduartigianali di mwbdyceramiche e di mwbdcporcellane, oltre alla lavorazione della mwbdgpaglia e del mwbdkvimini.cite-ref-aci-95-0[95]
In passato vicino al centro storico è stata fondata e vi ha avuto sede la mwbd8Dal Negro, azienda produttrice di mwbeacarte da gioco, che ha spostato la sede principale a mwbeeCarboneracite-ref-96[96]. Attualmente in città sono presenti uno stabilimento mwbeyOsram, la sede della mwbecDe'Longhi e la sede di mwbegEdizione, holding del gruppo Benetton.
Servizi
La città è caratterizzata da una rete di distribuzione commerciale di medie e grandi dimensioni, con numerosi negozi, supermercati e centri commerciali. Nel territorio comunale si trovano diversi mwbesparchi commerciali e mwbewipermercati mentre nei comuni limitrofi (soprattutto tra mwbe0Silea e mwbe4Villorba) sono presenti ulteriori centri commerciali e grandi strutture di vendita. Un esempio è il centro commerciale Emisfero, situato nella zona nord della città, che offre una vasta gamma di negozi e servizi. Inoltre, lungo la strada Postumia, nei territori comunali di mwbe8Villorba e mwbfaPonzano Veneto, si trovano numerosi punti vendita di medie e grandi dimensioni, come mwbfePanorama, mwbfiLidl, mwbfmAldi. Il mwbfqsettore terziario rappresenta una parte significativa dell'economia locale ed è caratterizzato da una forte presenza di attività legate ai servizi, al turismo e alla cultura. Nel centro cittadino di Treviso sono presenti diverse mwbfusale cinematografiche, tra le quali il Multisala Corso e Il Cinema Edera. La città è ricca di musei (mwbfyComplesso museale di Santa Caterina, mwbfcMuseo Civico Luigi Bailo, mwbfgCollezione Salce, Museo Diocesano d'Arte Sacra, mwbfkCa' da Noal), gallerie d'arte e biblioteche (mwbfoBiblioteca comunale, Biblioteca di mwbfsCittà Giardino "mwbfwAndrea Zanzotto", Biblioteca dei Ragazzi mwbf0''E. Demattè''), che promuovono la cultura e la storia locale. Per quanto concerne i servizi ambientali il mwbf4Parco Naturale Regionale del Fiume Sile è un esempio di gestione sostenibile delle risorse naturali, con percorsi ciclabili e attività educative per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della mwbf8biodiversità.cite-ref-97[97]cite-ref-98[98]cite-ref-99[99]cite-ref-100[100]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Autostrade
• Treviso è toccata ad est dall'mwbhyAutostrada A27 Venezia-Belluno, con uscite Treviso Sud e Treviso Nord;
• La città è servita anche dall'mwbhgAutostrada A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste, tramite l'uscita di mwbhkPreganziol, situata a circa dieci chilometri a sud della città.
• La città di Treviso è dotata anche della mwbhsSuperstrada Pedemontana Veneta che è un ibrido tra superstrada e autostrada, si interconnette con l'mwbhwA4, l'mwbh0A31 e l'mwbh4A27.
Strade statali
• La mwbicstrada statale 13 Pontebbana collega Treviso verso nord con mwbigConegliano, mwbikSacile, mwbioPordenone, mwbisUdine e terminando a mwbiwTarvisio;
• La mwbi4strada statale 13 Pontebbana a sud prende il nome di mwbi8strada statale 13 Terraglio che collega Treviso con mwbjaMestre e mwbjeVenezia passando per mwbjiMogliano Veneto;
• La mwbjqstrada statale 53 Postumia collega Treviso a mwbjuVicenza e mwbjyPortogruaro, passando per mwbjcCastelfranco Veneto, mwbjgCittadella e mwbjkOderzo. Nel tratto da sud-est a sud-ovest della città la strada diventa la mwbjotangenziale di Treviso, a due corsie per senso di marcia.
Strade regionali
• La mwbj4strada regionale 348 Feltrina, collega Treviso a mwbj8Feltre passando per mwbkaMontebelluna;
• La strada regionale 89 Treviso Mare che collega la città di Treviso con la nota località marittima di mwbkyJesolo e le vicine mwbkcSan Donà di Piave ed mwbkgEraclea.
Ferrovie
La mwblastazione ferroviaria di Treviso Centrale, è una delle stazioni più importanti della Regione ed è attraversata da quattro linee ferroviarie:
• La mwbl8linea ferroviaria Montebelluna-Treviso collega Treviso con mwbmaMontebelluna.
• La mwbmilinea ferroviaria Vicenza-Treviso collega Treviso con mwbmmVicenza passando per mwbmqCastelfranco Veneto; altri treni, a Castelfranco, si inseriscono sulla mwbmulinea della Valsugana collegando direttamente Treviso con mwbmyPadova, mwbmcCamposampiero e mwbmgBassano del Grappa.
• La mwbmolinea ferroviaria Treviso-Portogruaro collega Treviso con mwbmsPortogruaro passando per mwbmwOderzo e mwbm0Motta di Livenza.
Aeroporti
La città è servita dall'mwbnyAeroporto di Treviso-Sant'Angelo, intitolato ad mwbncAntonio Canova e posto a circa 3mwbng km dal centro, che insieme all'mwbnkAeroporto di Venezia-Tessera costituisce il terzo polo aeroportuale d'mwbnoItalia, serve le principali città italiane ed europee nel 2017 ha superato per la prima volta i 3 milioni di passeggeri. A circa 10mwbns km a ovest di Treviso si trova l'mwbnwAeroporto militare di Treviso-Istrana, sede del mwbn051º Stormo dell'mwbn4aeronautica militare italiana.
Mobilità urbana
I servizi di autolinee urbani e extraurbani sono svolti a cura della società mwboeMobilità di Marcacite-ref-101[101]. Il centro storico e tutto il territorio comunale sono serviti da 13 linee urbane mwboyMOM, servizio svolto in passato dall'azienda cittadina mwbocACTT. Treviso dispone di un'autostazione, centro del trasporto extraurbano della provincia, dalla quale si diramano le linee mwbogMOM dirette verso tutti gli abitati della provincia ed estese anche verso altre località al di fuori della mwbokprovincia di Treviso.
Fra il 1910 e il 1938 operò la mwbo8rete tranviaria di Treviso, costituita da tre linee urbane a trazione elettrica e integrata rispetto a mwbpaquella di Mestre, rappresentando sin dall'origine il prolungamento urbano della tranvia extraurbana Mestre-Treviso. Tali impianti in seguito furono sostituiti da una mwbperete filoviaria, chiusa negli anni sessanta.
Amministrazione
Gemellaggi
• Orléans, dal 1965
• Timișoara, dal 2003
• Sarasota, dal 2007
• Caen, dal 2010
• mwbqmCuritiba
• mwbqyNeuquén
Sport
Rugby
Il rugby è la disciplina che ha portato il maggior numero di titoli sportivi alla città: in campo maschile il Rugby Treviso, dal 1982 di proprietà della famiglia Benetton, ha vinto 15 scudetti, il primo nel mwbq81956 e il più recente nel mwbra2010, anno in cui il club lasciò il campionato italiano per disputare il torneo interconfederale mwbreUnited Rugby Championship. In campo femminile altresì, le mwbriRed Panthers, la sezione femminile del Benetton Treviso, ha vinto 16 scudetti (più sette al tempo in cui il campionato non era organizzato ufficialmente dalla mwbrmFederazione Italiana Rugby) tra il 1992 e il mwbrq2011. Altra società che ha fornito giocatori al rugby nazionale è il mwbruTarvisium, nato nel 1969 e presente in passato in diversi campionati di massima divisione. Treviso ha altresì dato numerosi giocatori e giocatrici alla nazionale italiana: tra gli uomini si citano mwbryGuido Rossi (recordman di presenze in campionato), mwbrcOscar Collodo (nato in Svizzera ma cresciuto a Treviso), mwbrgWalter Pozzebon, mwbrkMoreno Trevisiol. Tra le donne spiccano invece le sorelle mwbroValentina e mwbrsVeronica Schiavon, mwbrwLicia Stefan, mwbr0Sara Barattin e, più recentemente, mwbr4Emanuela Stecca e mwbr8Gaia Buso
Pallacanestro
La mwbsiPallacanestro Treviso, fondata nel 1954 e anch'essa parte del gruppo sportivo Benetton fino al 2012, ha vinto cinque mwbsmscudetti e due mwbsqCoppe Saporta; al 2025 svolge solo attività giovanile. Il mwbsuTreviso Basket, fondato nel 2012, milita in serie A dal 2019.
Pallavolo
Il mwbsgVolley Treviso, fondato nel 1987, vanta nove scudetti, quattro mwbsocoppe dei campioni e numerosi altri titoli nazionali ed europei, anch'essi, come rugby e pallacanestro, legati alla gestione Benetton; dopo l'uscita dal gruppo nel 2012 il club è ripartito dalla mwbssserie B2.
Sport acquatici
Treviso vanta una lunga tradizione, in mwbs4campo remiero con la presenza di tre società, storica fu la vittoria nel mwbs8due con alle mwbtaolimpiadi di Città del Messico del 1968. In campo natatorio figura la società Nuoto Pinnato Tarvisium, fondata nel 1978, organizzatrice di numerose edizioni dei campionati italiani e un campionato europeo per clubcite-ref-102[102].
Tiro a segno
Sport praticato dal 1868, a livello nazionale e olimpico, Treviso ha vinto cinque scudetti consecutivi dal 1985 al 1989. Tra gli atleti della società si citano Luigi Adami, che partecipò alle mwbtcOlimpiadi di Londra del 1948 (e che ricoprì la carica di presidente sezionale negli anni 1970) e Paolo Barbisan, più volte paralimpico. Diversi tiratori trevigiani hanno inoltre rappresentato l'Italia in competizioni internazionali, tra i quali si ricordano Luciano Berizzi, Mario Bruniera, i fratelli Marica e Ivano Gobbo e Caterina Padovan.
Calcio
Nel comune ha sede la società mwbtoTreviso FBC, fondata nel 2019; la precedente società, fallita in tale anno, vantava come massimo risultato la partecipazione alla mwbtsSerie A 2005-2006.
Impianti sportivi
Si citano lo mwbt4stadio di Monigo, in cui si giocano le partite di rugby, e lo mwbt8stadio Omobono Tenni, per il calcio, il complesso del poligono Comunale del Tiro a Segno di via Fonderia. A questi si aggiungono il complesso della mwbuaGhirada, vera e propria cittadella sportiva in cui hanno sede numerose strutture.
Note
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwbvomwbvsmwbvwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbv0mwbv4PDF), in mwbv8citerefmwbwaLeggemwbwe mwbwi26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbwmAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbwq 151. mwbwuURL consultato il 25 aprile 2012 mwbwy(archiviato dall'mwbwcurl originale il 1º gennaio 2017).
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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